Project Description

Su ispirazione del primo capitolo del Concilio Vaticano II, che pone l’Eucaristia come «fonte e culmine di tutta la vita cristiana» (Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 11) – «infatti, nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo…» (Conc. Ecum. Vat. II, Decr. sul ministero e la vita dei presbiteri Presbyterorum Ordinis, 5) – nasce il progetto “Il senso del pane”.

Con questa proposta, la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti Onlus, proprio nell’anno del Giubileo della Misericordia, ha realizzato, in collaborazione con il Carcere di Opera e al suo interno, un laboratorio per la produzione di ostie, coinvolgendo tre detenuti. Tre persone che hanno commesso omicidi, ma che hanno seguito un percorso di consapevolezza e di redenzione personale, con l’aiuto e il sostegno dei sacerdoti del carcere.

Dalle mani di chi ha ucciso alle mani del Santo Padre
L’idea da cui è nato il progetto si basava sul desiderio che le ostie, prodotte da mani che hanno ucciso, potessero giungere nelle mani del Santo Padre, rappresentando così, con una metafora facilmente intuibile anche da chi non crede, il senso della passione e resurrezione di Cristo, che attraverso il suo sacrificio d’amore ha salvato l’umanità da ogni male.
Il Papa, già domenica 17 gennaio 2016, durante l’Angelus in occasione del Giubileo dei Migranti, aveva ringraziato i detenuti coinvolti nel progetto con queste parole: «In questa messa, io vorrei ringraziare – e anche voi ringraziate con me – i detenuti del Carcere di Opera per il dono delle ostie confezionate da loro stessi e che saranno utilizzate in questa celebrazione. Li salutiamo con un applauso da qui, tutti insieme».

Dopo l’Angelus, in Vaticano è stata celebrata la messa dal cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti, che ha consacrato, insieme a sacerdoti di diversi Paesi del mondo, le prime 7.000 ostie che sono state offerte, nel momento eucaristico, a 7.000 migranti presenti in Chiesa. Pochi mesi dopo, il 9 aprile, in un momento molto commovente e di grande gioia spirituale, papa Francesco ha personalmente incontrato i tre detenuti, ricevendo dalle loro mani le particole che ha  scelto di consacrare il 15 maggio, a Pentecoste, nel giorno in cui la Chiesa ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e inizia, quindi, la propria testimonianza missionaria.
Ad oggi, hanno già aderito al progetto circa 250 tra diocesi italiane e straniere, congregazioni religiose, parrocchie, monasteri, realtà cristiane. A giugno, le ostie sono arrivate anche in Australia, dove sono state consacrate nella cattedrale metropolitana di Santa Maria, a Sidney, raggiungendo così tutti i cinque continenti, con l’obiettivo di portare la Misericordia di Cristo «fino ai confini delle terra» (At. 1,8): dagli scenari di guerra del Kurdistan iracheno, di Gerusalemme e della Siria, ai luoghi più cari alla devozione popolare, come Lourdes e Cracovia, fino ad arrivare a “terre di frontiera” come Nairobi, in Kenya (Africa), nel Nicaragua e a Cuba (America) o nel carcere di Colombo, capitale dello Sri Lanka (Asia).

 

Aderire a questo progetto significa abbracciare, a cuore aperto, il grande mistero dell’eucaristia. Le ostie che vengono richieste, vengono donate. La forza e il valore di questo dono non sono di natura economica ma spirituale, e soprattutto di condivisione di una visione, quella di una nuova Chiesa possibile. Una grande comunità umana che si unisce attorno a questo segno di bellezza e di salvezza, per ogni uomo.
Ecco perché l’idea è quella che le Diocesi, chiese, parrocchie, piccole e grandi, italiane e straniere che richiedono le ostie, si uniscano per creare una comunità, per celebrare le messe consacrando le ostie prodotte da chi un tempo si è sporcato e adesso, pregando e lavorando, ha ritrovato un senso per l’esistenza, e forse è proprio lì che si trova e si sente il “Senso del Pane”.
Una grande comunità che possa diffondere e dar voce a questa idea profonda e misteriosa, parlandone a tutti, durante le messe, unendosi in silenzio durante il momento eucaristico, ma sempre tutti insieme.
Il progetto “Il senso del pane” vive e vivrà grazie a chi, col cuore, vorrà diffonderlo e sostenerlo.
Per essere parte di questo progetto e richiedere le ostie scrivere una mail a: ilsensodelpane@gmail.com, specificando il nome della parrocchia, la quantità di ostie richieste, un numero di telefono e una persona di riferimento, perché tutto inizia per noi sempre con un legame e un’amicizia umana.

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